lunedì 31 luglio 2017

traveler's diary: Croatia.

Mettete insieme due infermiere, amiche dai tempi dell’università. Mettete insieme due occupazioni da turniste. Aggiungete poi il fatto che una delle due lavora in un posto di disadattati mentali e che per un soffio non si è vista le ferie bruciare davanti ai suoi occhi perché la responsabile delle risorse umane non ha voglia di fare il suo lavoro e quindi fare colloqui per assumere persone in più per coprire i turni. Mescolate tutte queste cose e otterrete una vacanza di sei giorni all’insegna dell’ignoranza, dei cibi-porcheria e di tanto ma tanto sole.
Questo vuole essere un resoconto della nostra vacanza, corredato di foto. È una cosa che non ho mai scritto, ma siccome per quest’anno ho in programma qualche viaggio interessante, vorrei provare a raccontarvi quello che vedo. 
La scelta della meta non è stata troppo difficile: le opzioni erano due e vista la nostra estrema pigrizia abbiamo scelto quella che ci ha proposto nel più breve tempo possibile un hotel a poco prezzo, in un bel posto, abbastanza facile da raggiungere (perchè saremmo anche brave con aghi e pastiglie, ma la geografia non è proprio una nostra amica). 
Abbiamo optato quindi per Baska (Croazia, l’ultimo paesino dell’isola di Krk) complici anche i miei genitori che, essendoci già stati, ci hanno deliziate con dei resoconti più che entusiastici. 
La partenza era prevista per lunedì mattina all’una di notte. Ma grazie al cielo e alla stanchezza di entrambe, abbiamo posticipato l’orario alle quattro (per fortuna aggiungerei visto che alle 6 ci eravamo già perse e mio padre per un caso fortuito era già sveglio quindi ci ha potute aiutare). Insomma, il problema di fondo del viaggio in macchina era evitare la tanto temuta autostrada della Slovenia per la quale serve il bollino. La suddetta strada è stato l’incubo peggiore della mia compagna di viaggio che ha passato l’intero tragitto dell’andata a domandarmi se l’avevamo evitata, se ero riuscita a imboccare la strada statale e se era vero che rischiavamo l’espatrio in Burundi se anche solo avessimo messo una ruota in quella stramaledetta autostrada. 
Alla fine in Croazia ci siamo arrivate senza problemi e ad un orario più che accettabile. Alle dieci e trenta abbiamo messo piede in hotel e ci han consegnato le chiavi della stanza. Il nostro primo problema è stato quello di dover cambiare gli euro in Kune: prima di farvi cambiare dei soldi accertatevi che il cambio sia accettabile e soprattutto senza commissioni. La scelta migliore è sempre quella di recarsi in banca (a Baska era situata proprio dietro al nostro hotel, Corinthia). Non fidatevi dei baracchini perché cercheranno sempre di spillarvi qualche euro in più e soprattutto non ascoltate i vostri amici impazienti che al primo cartello di exchange vi obbligheranno ad entrarci. Perseverate nella ricerca o in extremis recatevi in un infopoint che saprà indicarvi la banca più vicina. 
La prima giornata l’abbiamo trascorsa esplorando il paese e nella piscina dell’hotel perché troppo stanche per recarci in spiaggia a litigare per uno straccio di posto. 
Il secondo giorno, alzate di buonora e dopo aver fatto una mega colazione in hotel (grazie, grazie buffet), ci siamo arenate su una spiaggetta libera tutta sassi. se avete in programma un viaggio in Croazia e non volete spendere soldi per affittare sdraio e ombrellone, assicuratevi di portarvi almeno il secondo da casa altrimenti vi scioglierete al sole. Per me che non sono proprio un’amante del caldo, questa prima giornata di mare è stata veramente atroce. Ho passato praticamente tutto il giorno in acqua, uscivo solamente per rimettermi la crema solare, perché, giustamente, oltre che una non fan del sole, sono anche bianca come un cadavere quindi il rischio ustione di quarto grado era dietro l’angolo. La mia amica invece si è trovata benissimo essendo una specie di donna lucertola. 
Mercoledì invece abbiamo deciso di affittare l’ombrellone per la bellezza di ottanta kune (circa dieci euro, cinque a testa. Mica male vero?). così io mi sono potuta nascondere all’ombra con la comodità della sdraio. 
Venerdì abbiamo deciso di cambiare mare, così, grazie alle indicazioni del mio adorato zio, ci siamo spostate verso una specie di caletta dall’altra parte della costa. Il luogo si chiama Stara Baska e dirvi che è spettacolare è poco. Dalle immagini non si riesce a capire quanto fosse azzurra l’acqua del mare, pulita e piena di pesci e ricci. Per me che sono un’amante dell’acqua e dei suoi abitanti è veramente un luogo paradisiaco. Mi sono attrezzata di occhialini e sono partita all’esplorazione: oltre alla moltitudine di ricci nella prima parte rocciosa e di pesci dove cominciava il fondale sabbioso, ho visto anche una stella marina che non vedevo da quando sono stata in Egitto. Purtroppo non ho voluto fare foto sott’acqua non fidandomi pienamente della cover subacquea, ma per l’anno prossimo credo di munirmi di GoPro e di maschera e boccaglio così da fare le cose per bene. 
Anche in questa spiaggia non c’erano gli ombrelloni, perciò mi sono adattata utilizzando un normalissimo ombrello da pioggia. Inutile dirvi quanti sguardi perplessi ho ricevuto, ma almeno mi sono un minimo riparata.

Per quanto riguarda i ristoranti non posso dirvi granché perché avendo la mezza pensione, facevamo colazione e cena abbastanza abbondanti in hotel e pranzo a spiluccavamo qualcosa in spiaggia senza troppe pretese. 
Sabato però, come conclusione della vacanza, abbiamo deciso di fare uno strappo alla regola e ci siamo concesse un pranzo come si deve in un bel ristorante in riva al mare (consigliato anche questo da mio zio). Il ristorante in questione è il Cicibela e se andate a Baska lo riconoscete essendo situato sulla via principale e l’interno è stato arredato in modo tale da somigliare ad un veliero. Cibo impeccabile e location spettacolare. Poi, visto l’orario, non c’era nemmeno tanta gente e non abbiamo dovuto aspettare per mangiare. Noi abbiamo preso un polpo tiepido con zucchine saltati nel wok (sublime), poi io per rimanere in tema grassocci mi sono fiondata su un fritto misto che era la fine del mondo, mentre la mia collega ha deciso di fare la salutista e si è presa un’insalata. Abbiamo mangiato molto bene e non abbiamo nemmeno speso una cifra eccessiva, quindi assolutamente consigliato. 
Vai in vacanza e vuoi non portare dei souvenir? Ebbene vista la nostra estrema indecisione, ci siamo ritrovate ogni sera a percorrere la stessa strada, a visitare i medesimi negozi e a guardare le sempre le stesse cose. Alla fine abbiamo deciso di svaligiare un banchetto che vendeva tutti cosmetici fatti con la lavanda, dalle creme corpo, ai saponi, ai burricacao. Le fragranze erano buonissime e in più la commessa era davvero carina e gentile. Alla fine ci ha viste talmente tante volte che ci ha donato un sacchettino pieno di lavanda profumatissima. Non abbiamo trovato niente di tipico a parte i mille stand del miele, per il resto solo braccialetti, collane e gingilli vari che si trovano in ogni posto di mare con un minimo di turismo. 
Una piccola menzione la merita anche l’hotel Corinthia e i suoi dipendenti: tutti molto gentili, il posto molto pulito e accogliente e il cibo buono considerando che è una struttura a tre stelle. Sicuramente le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte e non posso che essere felice di questa vacanza. 
Fun fact: se andate a Rimini o in qualsiasi altra spiaggia in Italia troverete sempre qualche strambo personaggio che cerca di vendervi l’ultimissima Louis Vuitton ad un prezzo stracciato o il simpaticissimo omino del cocco bello. Ecco no. In Croazia non troverete nessuno di questi due soggetti, bensì, se siete fortunati, troverete il signore che vende popcorn e bomboloni alla crema. Ci sono anche simpaticissime persone che vi propongono delle escursioni da fare in altre isole oppure al parco nazionale dei laghi di Plitvice (che era una delle cose che più volevo visitare durante queste vacanze e ovviamente non ci siamo andate). 
Durante queste vacanze all’insegna del relax ho letto principalmente il racconto dell’ancella (sconvolgente quanto bello) e ho iniziato Roderick Duddle di Michele Mari che sto adorando tantissimo. 
Spero che questo resoconto della mia settimana in Croazia vi sia piaciuto e, se ne volete altri, fatemelo sapere perché per fine agosto ho in programma un paio di giorni a Monaco e a novembre un bel viaggio in America. 
Per il momento vi saluto. 
Con affetto,

M. 

giovedì 15 giugno 2017

#Consigli di lettura: ovvero ‘cosa leggere sotto l’ombrellone’

Come direbbe Stephen King, a volte ritornano. Purtroppo, per colpa del lavoro e di molte altre preoccupazioni che non sto qui a spiegarvi, non riesco mai ad essere costante nella pubblicazione dei post, nonostante la mia voglia matta di mettermi davanti al mio supernuovo PC. La mia occupazione mi prosciuga tutte le energie che ho e quando torno a casa, l’unica cosa che sono in grado di fare è scaraventarmi sul letto e non muovermi di li fino all’ora di cena. Spero che questo calvario finisca presto perché ne sto risentendo molto: sveglia alle 4, vai al lavoro, sgobba fino alle due o più senza nemmeno avere il tempo per andare a fare la pipi, torna a casa, discuti con le persone perché non capiscono come mai tu il venerdì sera non abbia voglia di uscire. Provare per credere, amici. La cosa che mi da più fastidio è la gente che finge di capire quello che stai attraversando, però quando rifiuti gli inviti perché ti senti morta dentro e l’unica cosa che vorresti fare è dormire, si offendono perché insomma non ci vediamo più, ci metti secoli a rispondere ai messaggi e tante altre belle cose. Allora, se quando io faccio proposte per uscire, rifiuti perché ti sei dimenticata che eri d’accordo con quell’altra a cui non piace andare al cinema, organizzi grigliate con la nostra compagnia e nemmeno mi inviti, cosa ti aspetti che faccia? Che ti stenda un tappeto rosso e che ti consegni il premio come amica dell’anno? Forse anche no. Io non sono un essere umano che rincorre gli altri; se vi piace la mia compagnia, bene. Altrimenti non sarò di certo io a cercarvi. ognuno per la sua strada e tanti cari saluti.
Perdonatemi lo sfogo, ma questa cosa mi sta davvero rodendo il cervello (che già è messo abbastanza sotto pressione). 
Sono approdata qui sul blog per consigliarvi qualche lettura da fare quest’estate sotto l’ombrellone. I primi cinque libri sono romanzi che ho letto da un anno a questa parte circa, alcuni letti durante il periodo estivo scorso e che poco anno a che fare con il caldo, il sole e il mare (anzi), altri li ho letti all’inizio di quest’anno e sono romanzi che secondo me hanno tutte le caratteristiche necessarie per essere considerati dei bellissimi libri da spiaggia. 
Come primo romanzo vi voglio consigliare Cime Tempestose di Emily Bronte. Ho letto questo libro ormai due estati fa e nonostante tutto lo associo a questo periodo dell’anno (anche se hanno poche caratteristiche atmosferiche in comune). Si parla di Inghilterra, di brughiere, di erica che cresce sulle montagne rocciose e che resiste a qualsiasi intemperia che sia neve o temporale con fulmini e saette. Si parla di un amore folle e impossibile, si parla di un amante che brama la persecuzione della sua amata anche da morta pur di averla vicina. Secondo me è il libro più bello del mondo (insieme ad Anna Karenina) e mi ha tenuto compagnia durante i turni notturni in hospice. Quindi, se non avete idea di che cosa leggere, prendete e amate Cime Tempestose. Inseritelo nella categoria “libri che rinfrescano, nonostante la calura”.
Come secondo romanzo ho deciso di inserire Nel Guscio di Ian McEwan. Ultimo romanzo pubblicato di questo autore molto prolifico, e primo che ho letto attratta dalla trama e dalla fama dello scrittore (che ormai lo precede), si tratta di un esperimento letterario molto ben riuscito, una rivisitazione moderna dell’Amleto di Shakespeare. Devo dire che le mie aspettative sono state soddisfatte pienamente. È proprio un libro dal quale non riesci a staccarti, la sua prosa molto Shackespeariana è tale per cui rimani incatenato alle pagine. Il punto di vista è alquanto inusuale, infatti il narratore è un feto ancora nel ventre materno e ci racconta le vicende viste attraverso le pareti uterine. Questo romanzo fa parte della categoria “vado a fare un bagno in mare veloce che poi devo leggere”. 
Prossimo in lista è Eileen di Ottessa Moshfegh. Se dovessi descrivere questo romanzo con un sostantivo sarebbe ‘squallore’. Lo squallore mi interessa enormemente, come direbbe una certa Esme. la protagonista è Eileen, una ragazza di ventiquattro anni, nonostante dal modo di vestire e di comportarsi ne dimostra almeno cinquanta. Vive con il padre ex poliziotto e ormai dipendente dall’alcool e lavora presso il carcere minorile della città. Le vicende che vengono narrate sono quelle che precedono il giorno della scomparsa di Eileen. La categoria quindi è “scandagliamo, armati di maschera e boccaglio, i fondali della perversa psiche umana, tra un brivido di orrore e l’altro”. 
Dello stesso stampo è Radiomorte di Gianluca Morozzi. Un romanzo thriller molto breve, che si legge in un pomeriggio, ma che vi farà rimanere con lo sguardo fisso su un punto imprecisato per delle ore, mentre ripensate a che cosa diamine avete appena letto. 
Che sia una lista della spesa o altro, io un libro di David Foster Wallace ce lo devo inserire. Una cosa divertente che non farò mai più non ha bisogno di spiegazioni (anche perché credo di avervene già parlato in qualche altro post). È un reportage nato come articolo di giornale dell’esperienza di Wallace su una nave da crociera extra lusso. È divertentissimo, pazzo e la scrittura di Wallace è tale per cui pure un articolo di giornale, diventa godibile durante i mesi estivi, quando si sa, la voglia di vivere o di svolgere qualsiasi attività è sotto lo zero assoluto. Se poi le vostre ferie le passerete su una nave, non c’è libro più adatto. Da inserire tra “non so perché l’ho iniziato, ma so che ora voglio leggere solo David Foster Wallace (e voglio fare una crociera per vedere con i miei occhi il disagio descritto da lui)”.
Se poi fate parte di quella cerchia di lettori che d’estate decidono di imbarcarsi nella lettura di romanzoni dalle dimensioni bibliche perché non c’è momento dell’anno migliore per farlo, allora questi faranno per voi. 
Moby Dick. Romanzo che sto leggendo in questo momento con un gruppo di lettura su Twitter e Facebook. non credo che sia necessario spiegarvi di che cosa parla, ormai la storia è talmente famosa che appena viene nominato il capodoglio lo si associa inevitabilmente al romanzo di Melville. Se poi le balene vi affascinano a tal punto che avete bisogno di un libro che ve ne parli in maniera affascinante e con gli occhi a cuoricino, eccovi Leviatano di Philip Hoare (anche di questo sono sicura di avervi già parlato da qualche parte qui sul blog). si parte con la storia della baleneria, anatomia e fisiologia di una balena (e non è una palla come leggere un atlante di anatomia umana) e le diverse specie che popolano i nostri oceani, e perché venne intrapresa la caccia a questi giganti marini. Questo è uno di quei libri che consiglio ogni volta che mi pone la domanda “non so cosa leggere, suggeriscimi qualcosa”.
I tre moschettieri di Dumas. Per coloro che hanno voglia di un po’ di avventura, intrighi di palazzo e scontri a colpi di spada. 
I miserabili di Hugo. Tralasciando gli excursus vari sul sistema fognario di Parigi, è un bel big book in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Per chi vuole leggere di amore, chi invece desidera ardentemente una storia che parli degli scontri durante la rivoluzione, per chi invece ha voglia di incontrare un personaggio che si redime e riesce in qualche modo a ricostruire la sua dignità che gli era stata tolta nel momento in cui era stato condannato ai lavori forzati per aver rubato un po’ di pane per sfamare la sua famiglia. È il romanzo perfetto, adatto a qualsiasi tipo di lettore.
Vi mancano le fresche campagne inglesi (e avete già letto Cime Tempestose)? Potete dedicarvi a Jane Eyre di Charlotte Bronte. Anche in questo romanzo possiamo trovare qualsiasi cosa: amore, follia, fresca aria inglese. se vi piacciono i romanzi lenti e descrittivi non potrete non amarlo.
Questi ultimi cinque romanzi sono quelli che ho intenzione di leggere io questa estate (senza contare Moby Dick che è già in lettura): il Conte di Montecristo, per sopperire alla carenza di Dumas, da uomini a dei di Harari, perché un buon saggio sulla storia dell’uomo non può mancare in estate, gli anni della leggerezza della Howard (romanzo famigliare, non ho altro da aggiungere) e Roderick Duddle di Michele Mari e Exit West di Hamid, romanzo politico contemporaneo. 
Spero che questi consigli siano gradi e spero di non farvi attendere troppo prima di pubblicare il prossimo post. Non so a quanti di voi possa interessare, ma volevo scrivere qualcosa su David Foster Wallace, visto che ormai ho letto un po’ di suoi romanzi. Fatemi sapere cosa ne pensate e quali saranno i libri della vostra TBR estiva.
A presto.
M. 



domenica 5 febbraio 2017

#FIERADEGLISPOSI ovvero ‘come diventare pazza prima del tuo matrimonio’

Questo weekend a Bergamo è in atto la fiera degli sposi, evento annuale in cui atelier d’abiti, ristoranti, ma anche fotografi, party e wedding planner, addobbano i loro stand per fare colpo sulla miriade di sposine che percorrerà quel labirinto di tulle e confetti alla ricerca del dettaglio particolare e studiato che renderà la sua cerimonia il giorno più bello della sua vita, quello che ricorderà negli anni a venire con più felicità e nostalgia.
Io mi ci sono recata venerdì sera, primo giorno di apertura, dopo un turno particolarmente sfiancante di otto ore in casa di riposo (seriamente distruttivo, non ho avuto nemmeno il tempo per fare la pausa pranzo), insieme alla mia Gym Buddy Stef, con la quale condivido le torture medievali che ci propina il nostro allenatore nei giorni in cui decidiamo di palesarci in palestra perché l’estate si avvicina e fare solamente la dieta non serve a nulla.
Iniziamo la nostra candida serata con una magica piadina vegetariana e la promessa di rimpinzarci di confetti una volta giunte in fiera; fuori dall’ingresso dell’edificio ospitante troviamo in bella mostra delle automobili di vario tipo, una limousine, una Porsche e una non identificata, tutte e tre ovviamente bianche e corredate di fiocchi.
Una volta all’interno, inizia l’esposizione vera e propria. Si respira già aria di festa quando, alla consegna dei biglietti, ci troviamo di fronte tre manichini con tre diversi abiti da sposa molto principeschi che io non indosserei mai, ma che, devo ammetterlo, facevano proprio un bell’effetto. Certo, se una ha la fortuna di avere il fisico da barbie, taglia 38, senza culo e senza tette.
Nel labirinto di stand vieni assalita da personaggi strambi di ogni genere che cercano di propinarti i loro depliant e ti convincono che il loro atelier/ristorante/cantante è il migliore sul mercato quindi devi per forza scegliere loro per il giorno più bello della tua vita.
Partendo dal presupposto che io avevo solo una vaga idea di quello che bisogna organizzare per il matrimonio, sono rimasta parecchio sconvolta: pensavo fosse solo una roba che si vede nei film, le spose che diventano pazze isteriche perché si ritrovano a dover coordinare i sottopiatti ai centrotavola e i centrotavola ai segnaposti. Pensavo fosse solo finzione, solo un’estremizzazione di ciò che si cela dietro la preparazione di questa cerimonia. Invece no. Tutto viene curato nei minimi dettagli: la composizione del tavolo, le sedie, la disposizione dei tavoli, per non parlare poi ovviamente della distribuzione degli ospiti perché un invitato non si può sedere dove cavolo gli pare, no, tizio deve essere vicino a caio anche se non si sopportano e le rispettive fidanzate devono trovarsi nel mezzo per non far scaturire la terza guerra mondiale.
Per fortuna, se siete delle spose che si fanno prendere facilmente dall’ansia e non volete dover ricorrere allo psichiatra prima di dire il fatidico Si, potrete sempre implorare che un wedding planner vi offra i suoi servigi, così che penserà a tutto lui. Voi dovrete solo approvare quello che questo carinissimo personaggio vi proporrà.
Oltre alle esposizioni di ristoranti che propongono le loro composizioni sui tavoli in perfetto stile ‘foresta amazzonica’ (seriamente, un tavolo addobbato sembrava la perfetta replica della giungla e ci siamo chieste come gli invitati potessero parlarsi l’un l’altro con davanti una pioggia di liane e piante che crescevano di fronte ai loro bicchieri) correndo però il rischio di trovarsi un bellissimo insetto dai colori iridescenti nel bicchiere, siamo incappate anche in una dimostrazione di acconciature dove, probabilmente una scolaresca perché si trattava per lo più di ragazze e qualche ragazzo, si prodigavano in giochi di maestria con i capelli di teste mozze di plastica e poi, una volta finita la loro creazione, correvano in giro per la fiera con il loro capo di bambola in mano tutti soddisfatti. Non mi dilungherò particolarmente sulle teste mozze perché mi hanno fatto parecchia impressione ma, devo confessare che alcune acconciature erano molto belle e particolari.
Purtroppo, il giro della fiera è stato breve e, una volta giunte alla fine, ci siamo trovate d’innanzi alla immancabile dimostrazione del folletto (la mitica aspirapolvere) dove quattro uomini si dilettavano ad illustrare i molteplici usi di questo manico di scopa elettronico e ne decantavano le doti manco fosse l’ultimo ritrovato d’ingegneria aerospaziale.
Ovviamente, non poteva mancare la scena in cui la mitica Stef rimorchia uno dei rappresentanti: non poteva che essere quello più strambo e più rotondo dell’intera fiera. Segue discussione sul Bimby (altro prodotto della casa del folletto che non scriverò perché non ho idea di che lettere compongano questa parola), su cosa mangiare quando si è a dieta e “tu non ti preoccupare, ci penso io a prepararti una favolosa insalatina lattughina croccante, aggiungendo pomodorini, quattro mozzarelline ciliegine e un po’ di tonno”. Liquidato il simpatico signore con un “scusaci, ma necessitiamo di un secondo giro”, ripartiamo dall’inizio.
Vi avevo anticipato che il nostro intento era quello di scroccare qualche confetto e nasconderlo in borsa per poi mangiarcelo in tranquillità prima degli allenamenti. Ecco, il nostro piano è andato in fumo. A quanto pare venivano concessi gli assaggi solo alle vere spose e a nulla sono serviti i nostri tentativi di ingannare il sistema perché, si sa, entrambe siamo pessime nell’arte del camuffamento e della truffa.
Tipico dialogo del venerdì sera:
“allora chi si sposa delle due?”
“LEI!!” risposta all’unisono con indici che puntavano reciprocamente l’altra.
Con tono di rammarico “si spera entrambe. Prima o poi. Intanto ci rifacciamo gli occhi per gli altri”
“buon giro allora. Intanto vi lascio il mio depliant e il mio biglietto da visita”   
Alle 20,45 poi abbiamo assistito ad una sfilata di abiti da sposa che vedeva protagoniste delle ragazze non modelle, agghindate e acconciate come se dovessero sposarsi la sera stessa. Prima di goderci questo spettacolo però, siamo state intrattenute con un quiz nel quale ci siamo classificate ottave con lo stupore di entrambe: si trattava di domande riguardanti le regole da rispettare per organizzare una cerimonia con i fiocchi. Da come deve essere il vestito della sorella della sposa – rigorosamente non rosso – a dove vanno fatti sedere gli invitati dello sposo – ovviamente non al bar dell’oratorio, risposta che ho dato io per beffarmi del conduttore che credeva fermamente nelle sue potenzialità di Enrico Papi dei poveri.
Finalmente dopo un’inutile attesa inizia la sfilata.  Abbiamo assistito alla performance di tre diversi tipi di ragazze:
- quella “non so perché sono qui ne tantomeno cosa sto facendo”, in cui anche io e Stef ci siamo rispecchiate. La tipica ragazza timida, che viene convinta dal proprio fidanzato perché “amore sei bella non vedo il motivo per tirarsi indietro”, dalla camminata molto incerta sui trampoli brillantati che non sa minimamente come posare. Hai tutta la nostra stima.
- Quella “sono figa e lo so per questo me la tiro” non ha bisogno di ulteriori descrizioni. Vi dico solo che camminava anzi, fluttuava sulla passerella come se avesse un palo nel culo (esattamente le parole che sono uscite dalla mia bocca) con lo sguardo fisso sul riflettore e, scommetto lo stipendio, a fine serata si sarà ritrovata con le retine strinate.
- Quella “sono figa ma fingo di non saperlo così tutti mi rassicurate sul fatto di essere figa”. Colei che si crede una dea greca, ma non lo ammette perché è più bello sentirselo dire dalle persone e farsi convincere di essere belle anche senza tonnellate di mascara.  
Ci siamo lanciate in svariati commenti durante tutta la durata della sfilata facendo anche la nostra consueta figura di merda. Nel bel mezzo di un commento particolarmente acido sul secondo tipo di ragazza, le nostre vicine di posto si mettono a fotografare la modella in questione. Abbiamo dedotto fossero le amiche, ma comunque di questo non ci siamo rammaricate, anzi, abbiamo proseguito per la nostra strada impersonando due perfette Enzo e Carla.
Come poi dimenticare il fidanzato della prima ragazza che ha sfilato. Quella che riveste perfettamente i nostri panni. Quella “non so perché lo sto facendo”. Fortunatamente i nostri pensieri riguardo a questa bambolina erano positivi e infatti abbiamo ricevuto la benedizione del suo fidanzato, seduto a due posti di distanza da noi. Con la nostra maestria siamo riuscite a scongiurare un disastro di dimensioni astronomiche, ma ciò che pensavamo era tutto vero. Il suo vestito era il più bello di quelli presentati e lei era molto simpatica e spontanea. Urrà per te cara amica non so come ti chiami. Purtroppo so già che non avrà vinto lei, avranno sicuramente premiato le donzelle da palo nel sedere, però si è comunque aggiudicata il titolo di eroina della serata.
Siamo dovute fuggire prima della proclamazione della vincitrice, perché io avevo tremendamente sonno e la Stef aveva un’uscita programmata per quella stessa sera.
Comunque sia ho imparato diverse cose in queste poche ore di deliranti e svolazzanti abiti di tulle e ristoranti dal dubbio gusto per l’arredamento:
1.       Se non vuoi diventare una pazza psichiatrica prima del tuo matrimonio, assumi un Wedding Planner.
2.       Odio definitivamente i vestiti rossi. In generale, che siano da sposa o per una serata qualsiasi. Il rosso non è il mio colore e mai lo indosserò. Per il mio matrimonio (se mai mi sposerò) opterò per un vestito corto, semplice e che non mi faccia cascare con la faccia per terra e stampare tutto il mio trucco sul pavimento della chiesa.
3.       Ovviamente non indosserò tacchi ma comodissime converse.
4.       Sono tornata a casa con una voglia matta di confetti che non è stata soddisfatta.
5.       Stef ormai l’hai detto che sarò la tua testimone di nozze quindi mi aspetto una bellissima e buonissima bottiglia di vino come bomboniera. Solo per me. Gli altri si arrangiano.
Era mia intenzione corredare questo sproloquio di foto (si perché io mi sono recata in fiera con l’intento principale di fare tante foto per Instagram), ma sto avendo parecchi problemi ad inviare mail dal cellulare e le mie doti di hacker non sono così avanzate quindi credo proprio che dovrò ricorrere al servizio Genius Bar della Apple.
Vi auguro una buona domenica ricca di confetti.
Con affetto,

M.

venerdì 30 dicembre 2016

Il 2016 in pillole

Risultati immagini per 2016 tumblr
Ebbene eccoci giunti agli sgoccioli di questo 2016. Un altro anno è volato via ed è impossibile non sentire il peso di altri 365 giorni che si ammucchiano sulla nostra schiena.
Il 2016 è stato un anno strano sotto molti punti di vista (non parlerò della strage di morti di personaggi famosi che hanno colorato di nero questi 12 mesi perché non sono solita scrivere post necroscopici). Diversi erano i New year resolution che mi ero posta a gennaio e devo dire che ho fallito in pieno, ma, proprio come la mia opel, funziono con motore Diesel e ho bisogno di tempo prima di ingranare la marcia giusta.
Mi ero proposta di essere più positiva. Io e positiva non siamo sostantivi che vanno proprio a braccetto, anzi. Sono esattamente l’opposto e anche il mio amore platonico non fa che ripetermelo, ma purtroppo il mio colore è il nero e quindi favola.
Volevo riprendere a studiare e in parte ci sono riuscita. Ho dovuto preparare il concorso per l’ospedale e ho provato anche ad iscrivermi ad un master in 118 non riuscendo ovviamente ad entrare perché il mio curriculum va bene solo se utilizzato come carta igienica. Ma non demordiamo e confidiamo nel 2017. Frequentare un master darebbe veramente una svolta al mio essere infermiera ed è ciò che al momento ho più bisogno.
Dovevo smaltire i libri accumulati e non ho idea se ci sia riuscita o meno. So che quest’anno ho comprato tanto con la banale e fragile scusa dell’avere due nuove Billy da riempire (perché una libreria vuota non è bella da vedere).
Era mia intenzione leggere quattro big books. Sorvoliamo. Ho iniziato il primo a dicembre (il conte di montecristo).
Mi ero ripromessa di andare in palestra costantemente. Ovviamente non è stato così e ovviamente è una cosa che mi prefiggerò anche per l’anno a venire (fallendo miseramente di nuovo).
Volevo dimagrire. In un’altra vita magari ce la farò.
Volevo essere una valida infermiera. La me autocritica si sta strappando i quattro capelli che ha in testa. Ai miei occhi farò sempre cagare e sarò sempre fermamente convinta di non aver dato il massimo. Tuttavia, in un posto di lavoro malsano come quello in cui sono ora è molto difficile restare concentrati sul proprio lavoro e non spedire a quel paese i tre damerini che comandano.  
Ero decisa ad essere un’amica sempre presente per tutti. È quel per tutti che è venuto un po’ a mancare, soprattutto perché ho capito per chi vale la pena esserci e chi invece non merita la mia presenza. Ed è un punto a mio favore credo. Comunque, ci sono stata per chi l’ha veramente meritato ed è stato molto gratificante.
Volevo viaggiare. Ho viaggiato, tanto, senza mai uscire dalla mia cameretta. Anche se credo che questo punto fosse inteso come visitare nuovi posti e non è stato così perché tra il cambio di posto di lavoro e il resto ero rimasta senza energie. 
Posso dire che il 2016 è stato una merda (ritornando al punto di cui sopra che riguarda l’essere positiva)? Si, lo è stato. E non vi elencherò i motivi perché sono futili e stupidi e ovviamente non vi interessano, ma sono questioni che non mi hanno concesso di vivere con serenità questo ventiquattresimo anno della mia vita e soprattutto di viverlo come una ragazza di quell’età.  
Per quest’anno l’obiettivo sarà solo uno, riprendere il controllo su me stessa e imparare ad amarmi. E so già che si tradurrà in un “voglio mettermi a dieta per sentirmi meglio e non nascondermi perché mi vedo come una balena”, ma va bene così. Probabilmente lo farò già da inizio anno, anzi, ho già iniziato visto che il giorno di natale sono stata male, ho preso una brutta gastroenterite e ancora oggi ne sto risentendo quindi sono stata immune alla solita abbuffata di queste feste (anche perché il giorno di natale ero impegnata a deprimermi in reparto tra un brivido di freddo e l’altro e il giorno di santo Stefano stavo morendo sul divano di mia zia con la febbre e il mal di stomaco). Quindi grazie mille gastroenterite per aver anticipato l’inizio della mia dieta.
Per quanto riguarda i libri, invece, è stato un anno abbastanza proficuo: ho letto molto, ma soprattutto, ho letto moltissimi libri belli belli in modo assurdo. Siccome selezionarne dieci era cosa pressoché impossibile, ne ho scelti 16:
I MISERABILI – non c’è bisogno che io vi dica perché questo libro lo dovete leggere. Potrebbe spaventare la mole, ma è scritto talmente bene che non risulterà affatto pesante.
IL GIOVANE HOLDEN – Salinger è una garanzia come sopra, quindi non mi dilungo.
IO E MABEL – straziante quanto stupefacente.
COLAZIONE DA TIFFANY – struggente e tenero e coccoloso.
LA BAMBINA PUGILE – adatto a chi soffre per amore. Leggerete tra le righe di ogni poesia il nome della persona che tanto amate.
KOBANE CALLING – cosa c’è da dire ancora su Zerocalcare? Fa ridere, tanto. Ma fa anche riflettere e i disegni di Michele sono i miei preferiti.
SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE – tenero e delicato.
LEVIATANO – illuminante e magico.
UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARO’ MAI PIU’ – David Foster Wallace è stata una piacevole scoperta e mi ha fatto piangere per le risate.
IL COLORE DELLA MAGIA – un bel fantasy di quelli veri, con un mago strampalato che ha imparato un solo incantesimo che non può utilizzare.
IL GGG – miravibondo!
MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO – la coperta di pile che ci tiene caldo nei pomeriggi invernali, grigi e nevosi.
RAGNAROK – se amate la storia di Thor e Loki non potete non aver letto questo libro. Parla di guerra tra dei, morte, distruzione. Urrà!
LO STRANIERO -  un viaggio nella mente di un condannato a morte.
DISASTRI – una buona dose di humor grottesco che non è mai abbastanza, soprattutto se nella vita siete come me e vedete quasi sempre tutto nero. Daniil Charms è riuscito a strapparmi delle risate vere, come solo David Foster Wallace era riuscito a fare.
BLANKETS – una graphic novel che parla della vita dell’autore e, perno principale, è la storia d’amore. Per chi l’amore non lo vede nemmeno con il binocolo, questo libro vi strapperà il cuore. Ma riuscirà anche a rimettere insieme i pezzi.
Non ho intenzione di stilare una lista di libri per l’anno che viene perché so già che non la rispetterei. Voglio semplicemente continuare a leggere quello che mi piace, in barba a chi dice che fanno schifo, che leggo cose pesanti, che c’è di meglio, prova con qualcosa di diverso dai soliti russi, classici e altre storie.
Nella mia vita fatta di insicurezze, un lavoro sfibrante e umore quotidianamente sotto la suola delle scarpe, ho bisogno di qualcosa che mi faccia dimenticare per qualche ora chi sono e mi trasformi in qualcosa di meglio, in attesa che riesca a farlo da sola.
Dopo questo post fatto di praticamente solo cose brutte, ma anche libri belli dai, vi auguro un buon anno e che sia ricco di fantastiche letture.
Con affetto,

M.  

mercoledì 21 dicembre 2016

CONSIGLI PER RITARDATARI CRONICI: COME RENDERE FELICE UN LETTORE DURANTE LE FESTE

Ammettetelo. Quanti di voi sono ancora in ballo alla ricerca del regalo perfetto per quell’amico che proprio non ne vuole sapere di aprire un libro e affogare tra le pagine perché ritiene la lettura noiosa? Chi ha esaurito le idee perché “ormai ha la libreria piena e sicuramente quello che compro già ce l’ha”?
Accorro in vostro soccorso e vi propongo qualche idea dell’ultimo minuto, non impossibile da reperire in questi ultimi giorni prima del tanto temuto momento dello scambio dei regali. Ovviamente si tratterà di solo libri e un bonus un po’ particolare.

Il potterhead incallito, ma senza soldi o l’amico appena convertito al mondo magico
Risultati immagini per harry potter edizioni illustrate
Un’idea magnifica - ovviamente – non può che essere quella di regalare le edizioni illustrate dei primi due volumi della saga di Harry Potter: oltre che perfette per una rilettura durante questo periodo dell’anno che, diciamolo, si adatta perfettamente al clima di Hogwarts, sono anche delle piccole opere d’arte che potrete esporre con fierezza sulla vostra libreria (proprio come ho fatto io).
Se poi non siete sicuri che questo tipo di dono possa piacere (non scherzate, solo a Lord Voldemort potrebbe far ribrezzo un’opera del genere) e se il vostro amico è un amante dei film, potrete puntare sulla collana dedicata alla Magia del Film. Quello riguardante la saga principale non so se in italiano si trovi ancora (io l’ho reperito facilmente su Amazon, ma in inglese), ma con l’uscita del film Animali Fantastici e dove trovarli, hanno appena pubblicato anche il libro riguardate quella pellicola e un’altra cosa magnifica sulla quale non vedo l’ora di mettere le mie mani. La valigia di Newt Scamander. Così renderete felice una persona e la farete ritornare bambina. Orsù, non attardatevi, prima che vadano fuori catalogo.
Risultati immagini per la valigia di newt scamander. esplora i segreti del film animali fantastici e dove trovarliSe poi i vostri fondi non sono proprio illimitati, potreste puntare su qualcosa che comunque si rifà al mondo della Rowling, ma che non vi porterà sul lastrico (purtroppo quei libri non sono proprio economici, però sono delle opere d’arti grafiche), su internet, in particolare su Amazon, potreste trovare diversi shop che vendono le sciarpe relative alla casata di appartenenza. Io, siccome ho adorato il film, ho comprato la riproduzione della sciarpa di Newt Scamander e ho deciso di regalarla pure a mia cugina.




L’amante dei romanzoni russi (per costoro che non si sono spaventati di fronte alla mole di Guerra e Pace o dei fratelli Karamazov)
Risultati immagini per i posseduti elif batuman
Se avete un amico appassionato di letteratura russa non posso non consigliarvi Disastri di Daniil Charms. Questo libro è un collage di brani tratti dai diari e dai racconti dello stesso autore, il tutto permeato con un’atmosfera irreale e assurda. Alcuni di questi racconti sono talmente illogici da sfociare nell’assurdo e non sarà impossibile strapparvi qualche risata durante la lettura.
Un altro libro che mi sento di consigliarvi anche se non l’ho ancora iniziato si intitola I Posseduti di Elif Batuman: in questo volume si ripercorrono le vicende di alcuni dei più famosi romanzi della letteratura russa. Un bell’approfondimento per una persona che già è un’appassionata di Tolstoj o Dostoevskij.

L’amante dei classiconi ciccioni (colui che non ha vacillato di fronte alla mole di Moby Dick o de I Miserabili, che ha giurato vendetta insieme ad Edmond Dantes)
Se il vostro amico è un amante di questo genere, perché non fiondarsi su un bel classico contemporaneo? Albert Camus fa al caso vostro. Il romanzo che mi sento di consigliarvi di questo autore è Lo Straniero: offrirà al vostro caro non solo una bella storia, ma anche diversi spunti di riflessione (in fondo è anche questa una delle fantastiche proprietà dei classici: farci pensare).
Se poi è un appassionato di Shakespeare, uno di quei fanatici che ha letto tutte le tragedie e le commedie, potrete puntare su Figlie Sagge di Angela Carter: divertente, ironico e con due signorine di 70 anni che vi faranno sbellicare per la loro verve, il loro cinismo e la loro ironia, ma non solo, questo romanzo è pieno di riferimenti alle opere Shakespeariane e sono sicura che un vero amante le saprà cogliere senza indugi.
Altrimenti, se non sapete proprio quali pesci pigliare, potreste sempre fare colpo con una bella edizione, magari illustrata. In particolare quelle della Bur sono perfette come regalo di Natale. Oltre che donare un bel classico (magari il preferito di quella persona), sarà anche corredato di fantastiche illustrazioni che renderanno più piacevole la ri-lettura e farà anche una bella figura sullo scaffale della libreria (l’anno scorso mi sono fatta regalare l’edizione di Moby Dick illustrata e per una settimana l’ho tenuta insieme a me nel letto quando dormivo).

L’amante del fantasy (quello vecchio stile, Tolkien per intenderci)
Questa potrebbe suonare come una scelta molto scontata, in realtà il numero dei fan italiani di questo autore si aggira intorno a dodici, quindi sicuramente farete cosa giusta. Sto parlando di Terry Pratchett. I caroni di Salani quest’anno ci hanno deliziati con una nuova edizione della saga di Mondo Disco: al momento sono usciti i primi tre volumi e, per il prezzo che hanno, potreste regalarli tutti. Altrimenti potrete diluirli sulle varie festività così da non dover pensare ai prossimi regali di compleanno, befana, pasqua e natale prossimo.
Questo autore riempie i suoi romanzi di personaggi strambi a cui accadono cose altrettanto surreali, in un mondo che è assurdo ed è tutto fuorché reale, tuttavia ha la capacità di renderli talmente vivi e veri che vi sembrerà impossibile che non esistano veramente. Vi do anche un motivo in più: se non siete ancora certi che questo sia l’acquisto che fa al caso vostro, pensate al fatto che uno dei personaggi principali è la Morte. Vale la pena di regalarli anche solo per la sua presenza esuberante.  

L’amante dei fumetti
Non sono molto ferrata sull’argomento Graphic Novel perché purtroppo non riesco a leggerne quante vorrei, comunque, se il vostro amico è un appassionato del genere illustrato, allora non potrà non piacergli Zerocalcare. Potreste donare qualsiasi cosa di questo autore, farete cosa giusta. In particolare, il mio preferito è Kobane Calling: un bel reportage, diario di guerra, di uno che la guerra la vede per la prima volta con i propri occhi. Il tutto condito con una mamma Lady Cocca il cui primo pensiero, dopo aver appreso la notizia che il figlio sarebbe partito per la Siria, è stato di stare attento alla guida di questi soggetti, perché non si sa mai. Questa graphic novel saprà farvi piangere e farvi ridere nello stesso esatto momento e vi farà conoscere un po’ più da vicino una realtà non troppo lontana dalla nostra, ma che i nostri media stentano a farci conoscere perché forse troppo cruda e crudele.

Colui che non vuole impegnarsi: l’amante delle raccolte di racconti
Una delle raccolte di racconti più belle che io abbia mai letto è Nove racconti di Salinger. Anche qui, il rischio di trasformarsi in bozzolo frignante è sempre nascosto dietro l’angolo, ma è comunque piena di piccole chicche che, chi ama Salinger non può non conoscere. Se poi volete fare proprio bella figura, potreste puntare sul magnifico cofanetto che contiene il giovane Holden (altro perfetto regalo di Natale, magari per un giovane uomo di sedici anni che saprà riconoscersi nel personaggio), Franny e Zoey, alzate l’architrave carpentieri e Seymour e appunto i Nove Racconti.
Orsù, facciamo conoscere al mondo questo autore tanto odiato e tanto amato. La gente ha bisogno di un po’ di Salinger nella propria vita.

Aiuto, ho a che fare con un nipotino under 12, che cosa potrà mai apprezzare? Cosa posso regalargli senza che mi consideri una zia noiosa che gli regala libri?
È sempre un buon momento per regalare Roald Dahl. Matilda, il GGG (a gennaio esce anche il film), le Streghe, la magica medicina, Boy, sono solo alcuni dei titoli che potreste acquistare e assicurarvi il titolo di zia o zio dell’anno.
Se poi volete colpire nel segno, ho visto qualche tempo fa in libreria un cofanetto coloratissimo che conteneva la fabbrica di cioccolato e il suo seguito, l’ascensore di cristallo. Oltre che un bel libro da leggere è anche qualcosa di magnifico per gli occhi e, ovviamente, trattandosi di un libro per bambini, sarà corredato di illustrazioni: in questo modo la lettura sarà percepita come meno noiosa e super divertente. Anche se Roald Dahl non ha bisogno di disegni, la sua scrittura è già magica di per sé, le immagini fanno solo da contorno.

L’amica amante delle storie d’amore
Da quando in qua le storie d’amore devono avere tutte un lieto fine? Al posto dei soliti After, Disastri della natura e voglio amarti ma non posso, amami ma non ti amo, regalate Cime Tempestose. Struggente fino al midollo, vi farà piangere anche le lacrime che non avete. Si parla di amore tra due personaggi, ma non solo. Si parla di pazzia, fantasmi e uomini che perdono qualsiasi voglia di vivere dopo la morte dell’amore della loro vita. Ringraziamo gli dei per averci dato l’onore di far nascere su questa terra le sorelle Bronte e i loro drammoni di fine ottocento.
Se però la vostra amica non è particolarmente avvezza alle storie struggenti, a tratti dense, ma comunque non disprezza un po’ di sano dramma: Colazione da Tiffany. Parlare di dramma è improprio perché non da il giusto peso a questa storia. Abbiamo una protagonista problematica che scappa da una situazione un po’ particolare, e che non riesce ad integrarsi fino in fondo nell’America degli anni ’20. L’unico luogo in cui si sente a casa è Tiffany (il negozio di gioielleria), ma non fraintendetemi, non è una storia assolutamente frivola e vi lacererà il cuore. Va bene, abbiamo appurato che faccio schifo a descrivere le storie, ma fidatevi, regalate Truman Capote.

L’amico avventuriero
Se avete un amico che adora i romanzi d’avventura, non potrà non amare il Conte di Montecristo o i Tre Moschettieri entrambi di Alexandre Dumas. Si tratta di due romanzi d’appendice che sanno intrattenere il lettore con diversi momenti di tensione, cacce all’uomo, duelli, intrighi di palazzo e storie d’amore supertristi. Vi si trova di tutto in questi due romanzi e, data la mole, vi terranno impegnati per diversi giorni (o mesi).

L’amico “io leggo solo biografie”
Risultati immagini per leviatano philip hoare
Facciamolo uscire dalla sua sacrosanta Comfort Zone e doniamogli Io e Mabel o Leviatano. Entrambi narrano del rapporto dell’uomo con la natura. Nel primo romanzo vediamo la protagonista alle prese con un lutto famigliare (la perdita del padre) e per non essere sopraffatta dal dolore decide di dedicarsi all’addestramento di uno dei rapaci più difficili da educare, l’astore. La sua Mabel riuscirà non solo a farle capire come affrontare il dolore della perdita, ma le insegnerà che nascondersi per non soffrire la porterà solo alla distruzione, che le mani degli uomini non sono solo fatte per fare da posatoio ai loro rapaci, ma anche per stringere e aiutare altre mani. Questo romanzo non è solo un libro di Non Fiction, una biografia, è un memoir astronomico di un rapporto tra un essere umano e un uccello apparentemente indomabile e apparentemente che non ha nulla da insegnare al proprio addestratore. Sta proprio in questo il bello del romanzo, Hellen insegnerà alla sua Mabel a volare e ritornare sulla sua mano al momento del richiamo, ma Mabel aiuterà la sua amica e addestratrice a superare quello che ai suoi occhi si presenta come un muro invalicabile.
Leviatano invece parla di balene e lo fa in maniera molto affascinante e veramente personale. L’autore stesso ha coronato il sogno di una vita ed è riuscito a nuotare insieme a questi giganti marini e ve lo racconterà per filo e per segno nel suo romanzo. Volete far luccicare gli occhi di una persona? Regalategli uno di questi due libri e sarete ringraziati per il resto della vostra vita.

BONUS TRACK
Siete ancora in alto mare? Non siete ancora giunti ad una conclusione? Ecco qui qualche soluzione di ripiego. Queste scelte sono azzeccate per qualsiasi persona perché sono libri talmente belli che non possono non piacere.
Qualsiasi cosa di David Foster Wallace va bene, in particolare una cosa divertente che non farò mai più, corto, ma tanto divertente.
Molto forte, incredibilmente vicino, dolorosamente struggente, ma che vi lascerà con il sorriso sulle labbra a fine lettura, perché insieme a Oskar riuscirete finalmente a trovare una risposta alla chiave lasciata dal padre.

Con questo ho terminato. Buona caccia ai regali a tutti e buon natale.
Con affetto,

M.